
Anche in Italia è attivo il 112 Nue (numero unico europeo) per le emergenze, estendendo successivamente il servizio anche al 115 e al 118. (continua a leggere l'articolo)
L’attivazione, come si legge in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore, arriva in seguito a una condanna della Corte Ue (C-539/07, del 15 gennaio scorso) per il ritardo nel reperimento della direttiva vecchia di sette anni (2002/22/CE). Dal 12 febbraio 2010, dopo una sperimentazione nella provincia di Salerno, il servizio sarà attivato in 18 province italiane, per poi essere steso ad altrettante 18 province ogni mese, sino a luglio 2010. Il servizio 112 Nue per il 115 dei Vigili del Fuoco e il 118 per le Emergenze sanitarie, invece, seguirà un iter più lungo. Entro il 30 luglio la localizzazione delle chiamate sarà possibile in sole tre province e il programma sarà ultimato entro luglio 2011
Sulla Gazzetta Ufficiale di sabato 6 febbraio è stato pubblicato il decreto 12 novembre 2009 dello Sviluppo economico che detta i tempi dell’attivazione del 112 Nue in tutta la Penisola .
Nonostante la definizione, il numero non cancellerà la diversificazione di indirizzi tra Carabinieri (112), Polizia (113), Vigili del Fuoco (115) ed emergenza sanitaria (118), che continueranno ad esistere.
Con il nuovo sistema viene aggiornata la tecnologia di ricezione e di smistamento delle richieste di aiuto.
Da oggi, nelle prime 18 province coinvolte nel progetto, Polizia e Carabinieri potranno identificare entro quattro secondi, attraverso l’operatore telefonico, nome e indirizzo del richiedente se abbonato alla rete fissa, o in alternativa la localizzazione geografica esatta di chi sta telefonando da un cellulare.
Il controllo immediato permetterà al sistema di attivare la caserma dei Carabinieri, la Questura o il Commissariato competente per territorio.
L’operatore potrà allertare contemporaneamente più interventi. Le informazioni viaggeranno in tempo reale e su una rete informatica non intercettabile. La nuova tecnologia permetterà a questa piattaforma di gestire sino a 50 chiamate di emergenza simultanee per ogni presidio territoriale, con un lasso temporale massimo di gestione di 4 secondi.
Questo grande sistema di comunicazione interforze è gestito da una serie di “reti private virtuali” (Vpn) create ad hoc e separate dalla normale rete internet. Ogni Vpn collegherà la rete dell’operatore al Concentratore interforze (Ced Interforze), sistema informatico posto al Ministero degli Interni.
Un’altra Vpn consentirà l’interconnessione tra il Ced e la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, I Vigili del Fuoco e i Centri risposta dell’emergenza sanitaria. Ogni chiamata al 112, 113, 115 e 118 sarà ingabbiata su un canale protetto fino a un centralino che la riceverà e smisterà al centro competente sul territorio.
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